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Portafortuna da mangiare

Written by Donatella on . Posted in Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

Credete nei portafortuna? Forse si, almeno un pochino.  Comunque i giochi scaramantici, anche se non servono a niente, sono divertenti. Ecco dunque la mappa dei cibi portafortuna da mangiare il primo dell’anno per assicurarsi un 2012 più prospero delle fosche previsioni governative

mezzanotte

mezzanotte

In primo luogo il Brunello, voi direte << mai sentito!>> invece vi assicuro che a me ha sempre portato fortura.
Uva – almeno 3 acini e comunque sempre in numero dispari. L’uva porta abbondanza

cenone-capodanno

cenone-capodanno

Melograno- porta la fecondità perché da un solo frutto si ottengono moltissimi semi
Lenticchie – Portano soldi! Ricordate Giacobbe che scambiò i diritti della primogenitura per un piatto di lenticchie? Evidentemente questo legume ha virtù inaspettate nel procurare opportunità favorevoli!
Maiale – zampone o coteghino – mangiare maiale è di buon auspicio contro lo spettro della fame
Peperoncini – simili al cornetto rosso scacciaguai
Marzapane – pasticcini a base di pasta di mandorle- Portano ricchezza, il nome deriva

zampone con lenticchie

zampone con lenticchie

dall’arabo mauthaban, che era una moneta.
Noci e nocciole, mandorle. Simboli di fertilità, prosperità e protezione dalla malasorte
Castagne – prosperità
Tra gli oggetti da mettere nella decorazione della tavola del cenone c’è la cornucopia a forma di corno di capra. Quella di Zeus conteneva nettare e ambrosia, per noi è un auspicio di ricchezza da riempire di soldi di cioccolata.
Vanno bene lustrini, candele e tutto ciò che mette allegria. Inoltre uva, melograni e fritta secca e qualche ramo di vischio e di agrifoglio.

Dunque buon anno a tutti, con tutto il cuore

Le  notizie golose di

Donatella Cinelli Colombini ,

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La torta mantovana, gli svizzeri e i pinoli

Written by Donatella on . Posted in Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

[gplusone]

Guidavo a pochi chilometri dalla Fattoria del Colle ed ho visto due bambini e un signore molto alto che cercavano i pinoli sotto un albero lungo la strada.  Mi sono detta <<che strano! Sono anni che non vedo bambini cercare i pinoli>>. Poi ho visto la macchina con targa svizzera ed ho capito. Sulle Alpi non ci sono pini marittimi per cui la ricerca dei pinoli equivale, per noi toscani, a prendere le banane sull’albero in Egitto. E’ una cosa nuova

Riflettendo, riflettendo mi sono resa conto di come è cambiato il modo di essere bambini anche in certe piccole

Pino marittimo solitario

Pino marittimo solitario

cose. Oggi ci sono i videogiochi e un modo di giocare lontano dall’ambiente naturale circostante.
Prima non era così. D’estate passavo pomeriggi interi a raccogliere i pinoli per poi schiacciarli su un muretto insieme ai miei amici. Da piccola ho preso un’indigestione micidiale con i pinoli. Mia nonna si spaventò al punto da far abbattere tutta le pigne e farle portare via. Per fortuna dopo qualche anno se ne dimenticò.
L’involucro di legno dei pinoli aveva sopra una polvere nera che macchiava le mani e bisognava schiacciarlo con maestria per evitare che il frutto si rovinasse. Appena aperti erano buonissimi. Il compito di noi bambini era di procurare i pinoli per la torta mantovana, un dolce buonissimo da zuppare, che veniva cotto nel forno da pane dopo che erano uscite le pagnotte. La raccolta e lo schiacciamento dei pinoli era il pretesto per passare i pomeriggi tutti insieme intorno a un muretto. Ma per un pinolo che andava in cucina tre finivano in pancia. Che tempi!

Mantovana

Mantovana

Ecco la ricetta della torta mantovana. Sono certa che vi riuscirà bene ma se volete assaggiare una mantovana squisita venite alla Fattoria del Colle per assaggiare quella della pasticcera Patrizia.

 
TORTA MANTOVANA
Ingredienti 
Farina 100 gr, 100 gr di farina di fecola, zucchero 170 gr, burro 170 gr, pinoli 70 gr, 2 uova intere e 3 tuorli, 1/2 bustina di lievito

Preparazione
Rimestare lo zucchero con le uova fino a fargli perdere la granulosità, versare il lievito e la farina poco per volta

Patrizia con la mantovana

Patrizia con la mantovana

 in modo da farla incamerare al composto lentamente. Far sciogliere il burro a bagno Maria o nel microonde e poi versalo nell’impasto insieme a un manciatino di pinoli. Preparare lo stampo da forno imburrandolo e cospargendolo di farina. Mescolare il composto e versarlo nella teglia. Deve essere alto circa 3 cm. Coprire la torta di pinoli e cuocetela nel forno a 150-170°C per poco più di mezz’ora. E’ pronta quando lo stecchino che la buca esce dalla torta asciutto. Toglierla dallo stampo e lasciatela freddare, quindi spolveratela di zucchero a velo e servitela.

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